IL VERO VOLTO DEL CAPITALISMO

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       CHE CONDIVIDO PIENAMENTE
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Vorrei  fare alcune brevi riflessioni su quanto sta accadendo oggi nel mondo in termini macroeconomici, politici e sociali a partire dall'inizio del terzo millennio e sopratutto dopo la caduta del Comunismo come sistema alternativo al Capitalismo.
Certamente l'Europa Occidentale fino alla caduta del muro di Berlino conosceva un Capitalismo moderato e sensibile alle istanze che provenivano dalle fasce più deboli della società ma più che per intrinseca convinzione avveniva per opportunismo ideologico;  da quel momento il Capitalismo ,diventato orfano dal crollo di questa alternativa utopistica, ha dato vita alla sua vera natura di ideologia economica senza freni con il conseguente stravolgimento, all'interno delle società occidentali europee, dei  diritti acquisiti e di una lenta riduzione delle garanzie sociali.
Da questa vittoria prende inizio un Capitalismo globalizzante di stampo prettamente americano, di etica e morale  calvinista ed individualista la cui unica regola economica è quella di lasciar fare al mercato con la conseguenza di dare il via alla destrutturazione degli Stati nazionali, alla limitazione della loro sovranità e a far pagare le bolle speculative di una finanza globale e priva di regole ai  cittadini.
Di pari passo l'economia consumistica, insita nel sistema, si è sviluppata in maniera esponenziale grazie allo sviluppo ed al controllo dello strumento televisivo che oltre al potere di convincimento grazie ad una pubblicità martellante ha indotto un forte cambiamento nella morale dei cittadini, sdoganando l'auto gratificazione dal possesso dei beni materiali, la violenza virtuale, il relativismo dei costumi il tutto finalizzato ad una crescita dei bisogni e dei consumi e di un mercato privo di regole certe  la cui conseguenza è  stata una perdita  di controllo sul comportamento sociale.
Le ricadute negative si cominciano ad avvertire : una maggiore sperequazione e diseguaglianza sociale tra classi, un  crescente divario tra ricchi e poveri, aumento della povertà a discapito della classe media e la nascita di movimenti politici alternativi a quei partiti ormai detentori del ruolo di difensori e portatori delle istanze del sistema.
In pratica l'attuale Capitalismo si può definire egoismo e speculazione globale relegando il concetto di impresa manifatturiera e del lavoro ai margini della propria ideologia, come dimostrato da quei mega scandali finanziari che hanno messo in ginocchio, negli ultimi anni, cittadini di intere nazioni a beneficio dei poteri bancari e finanziari, per non contare di quelle decisioni politiche che contravvengono al diritto internazionale prese  con la complicità di autorevoli governi in nome di una democrazia il cui significato ultimamente ha perso molto del suo vero senso originario.
Pertanto la globalizzazione del Capitalismo imponeva in primis lo smantellamento in Europa Occidentale dello Stato Sociale troppo costoso , invadente ed eccessivamente burocratizzato   applicando le seguenti regole:
1) limitare al minimo le ingerenze dei governi nazionali in economia spingendoli a politiche di privatizzazione del settore pubblico;
2) Inculcare alle fasce sociali disagiate una giustificazione sociale al perseguimento spregiudicato ed esagerato della ricchezza di una elite al di fuori della logica tradizionale del lavoro;
3) Ridurre il sistema di garanzie e coperture sociali alle fasce più deboli facendoli sentire unici responsabili delle proprie difficoltà;
Per ottenere ciò la strategia utilizzata dal sistema capitalistico  credo si possa sintetizzare in questi punti:
a)controllo indiretto dei governi nazionali che si esplicita nel collocare alla loro guida una leadership di immagine, ben visibile e massmediatica;
b)nel rafforzare il potere esecutivo a discapito del potere legislativo e giudiziario;
c) un potere legislativo intercambiabile e permutabile che consente coalizioni di governo un tempo impensabili ed inimmaginabili in quanto alternative;
d) controllo dell'informazione tramite informazioni pilotate che servano a formare o a distogliere l'opinione pubblica;
Ecco quello che a mio parere sta avvenendo in Occidente:  un appiattimento verso il basso della società  sempre più dipendente dal Grande Fratello della comunicazione capitalistica e finanziaria di cui il potere politico è lo strumento principale.
Questa strategia è quella che osservo in Italia in merito alle riforme istituzionali che,  dietro il paravento di una riforma della Costituzione oggi inculcata nell'opinione pubblica come inadeguata, sono indirizzate invece a perdite di democrazia e di sovranità popolare a vantaggio di politiche asservite al mercato globale.
Oggi il Capitalismo  per espandersi ha dovuto creare il mito del Nuovo Ordine Mondiale che si basa sull'esportazione della democrazia come sistema di governo che, in pratica, è il cavallo di Troia per la conquista e lo sfruttamento di nuovi mercati e materie prime.
Certamente non tutto il mondo accetta l'imposizione di questo sistema capitalistico basato sempre più su un profitto privo di umanità ma mascherato di democrazia, alcune realtà umane del pianeta hanno contrapposto una diversa utopia in sostituzione del Comunismo come quella religiosa di matrice islamica che nell' ultimo ventennio ha dato inizio ad una nuova e violenta contrapposizione  sulla visione del mondo e del futuro della sua società.
Il Terrorismo o Guerra Santa secondo i punti di vista ha sostituito la Guerra Fredda, non so chi ne uscirà vittorioso certamente sarà una contrapposizione più pericolosa che non promette nulla di buono e che durerà molto a lungo in quanto adesso si contrappone ad una ideologia razionale non più  un' altra ideologia anche essa razionale ma  una religione.
16/10/2014
Aurelio Cangemi

ELEZIONI. NOTE A PARTITA GIOCATA

 Elezioni Europee
La chiara vittoria del PD, oltre ogni previsione anche se agevolata da un alto tasso di astensione, dimostra che in Italia c’è tanta gente che crede ancora alla befana e che ci sono tanti furbi sempre pronti a saltare sul carro del vincitore.
 
Elezioni comunali.Le sorprese.
La prima è stata la mancata ricandidatura dell’assessore uscente Michelangelo Piccinni.
Poco convincenti sono sembrate le varie e più disparate spiegazioni che sono state addotte al riguardo, compresa quella del diretto interessato. Se ne capirà di più, appena sarà formata la nuova giunta. La seconda è stata la nuova candidatura dell’amico Mimi’ Musillo che “ai quattro venti” invece aveva manifestato la sua intenzione di non ricandidarsi. Forse è stata voluta o imposta per mantenere certi equilibri all’interno del PD o forse per esercitare un qualche controllo sull’attività della nuova amministrazione. Anche in questo caso bisognerà attendere un po’ di tempo per capire il suo ruolo nella nuova compagine.
 
La vittoria.
Si possono usare gli aggettivi più disparati per definire il successo riportato dall’ing. Angelo Buono e dalla sua squadra. Successo che è andato anche oltre quello già stratosferico delle precedenti elezioni. Io mi permetto definirlo semplicemente imbarazzante per il contesto in cui è maturato e per le sue dimensioni. Un risultato che, creando eccessive aspettative intorno alla sua persona, potrebbe risultare di un qualche imbarazzo per lo stesso Sindaco.
 
Note per gli sconfitti.
La vostra sconfitta è figlia anche di certi modi, molto discutibili, di fare politica del vostro movimento. Voi siete stati coraggiosi. Vi siete battuti al meglio delle vostre possibilità. Sarete certamente delusi. Sieti stati chiamati però a svolgere un compito molto importante: quello di controllo che compete a chi viene mandato dai cittadini a fare opposizione.  Sono certo che non farete come chi di volta in volta nel passato vi ha preceduto in questo compito.
 
La speranza.
Vedere tanti “cangiabandiere” e qualche vecchio trombone democristiano spellarsi le mani per applaudire il sindaco e la sua squadra, per me è stato un po’ deprimente. Non c’è stato però e, per fortuna, solo questo. Durante la campagna elettorale non sono mancati elementi che aprono alla speranza. Ho particolarmente apprezzato, per esempio, la scelta di campo e l’ardore con cui si sono buttati nella mischia i giovanissimi Ventura e il nipote di Ginetto, il coraggio e la determinazione della sig.ra Cecere Casella, gli interventi veramente “cazzuti” di Ivana Di Mucci e di Arianna Guidotti, quel drappo rosso portato sul palco da Antonio Centonze. A tutti loro un grazie e spero che si batteranno fino in fondo per le loro idee.
 
Un metodo da non praticare.
Come era abitudine dei notabili democristiani degli anni '50 e '60, anche l’ing. Buono con la sua squadra ha fatto il classico giro porta a porta in cerca di voti. E’ a mio avviso un metodo molto discutibile di fare politica. Chi lo pratica si espone poi facilmente ad eventuali richieste di favori da parte dei cittadini. Richieste che molto spesso per un amministratore sono difficili da soddisfare e spesso sono dimenticate. Credo, come ampiamente dimostrato dal risultato elettorale, che l’ing. Angelo Buono non avesse e non abbia proprio bisogno di ricorrere ad un tale metodo tanto discutibile.
 
Il voto per TdTdF. Uno zero spaccato!
Dopo i risultati delle elezioni europee, per quelle comunali si è lanciato in previsioni che sono risultate largamente sbagliate. Questo è potuto accadere: 1) perché si è dimenticato che lui non è mai stato in sintonia col pensare dei Miglionichesi, almeno per quello che riguarda la politica. Per questo motivo, tanti anni fa “scappò d’ nott’ e manc’ d’ iurno” e ogni volta che riparte da Miglionico, ripete questo rito, non avvisando e non salutando nessuno 2) si è pure dimenticato di una famosa teoria sociologica degli anni ‘50, nota come “il familismo amorale”, secondo cui i Lucani non sarebbero capaci di pensare al bene comune, agli interessi collettivi ma capaci solo di pensare agli interessi propri e della propria famiglia. Questa teoria, dallo stesso TdTdF contestata nel suo post “Perché la Basilicata è condannata sul podio degli ultimi” sembra invece avere un qualche fondamento, almeno alla luce di certi risultati delle ultime elezioni comunali.
TdTdF maggio 2014
NB. Il blog è aperto a tutti per eventuali commenti. Attenzione però, non vengono pubblicati in tempo reale ma assicuro che saranno pubblicati tutti. Il blog è a disposizione di chi volesse trattare anche altri argomenti.

La criianz(a) du lu scarpar(o)

Mest Francisc' iera nu scarparo, tineva la faccia sempre a cucchiaredda picchè iera pauried. Iera nu povur crist ch' na morra di fili e sempre disciun. Si fasceva na mangiata solo quanne sceve a sciurnata; quanne la gente chiu ricc(a) l' fasceva sci.a a casa lora ca aggiusta li scarpe a tutta la famigghia. Chiddi iurni la gente l(e) tineva pure a mangià e mest Frangisc finalmente si ricriava. Chi nanne iesse ditt' muort di fame, lassava sempr(e) 'nda lu puiatt na fissarie, ma ci putueva, si veva a mangià puru lu piatt vacant!. Picchesse ca si disceva e si disce puru ioscia: "La crianza du lu scuarparo".

Pagelle di fino mandato per amministratori e consiglieri

Confesso che non sono tanto portato per l’applauso. Nel maggio del 2009 però, quando l’ing. Angelo Buono presentò la sua squadra e il suo programma elettorale, non solo applaudii ma alla fine andai anche a complimentarmi con lui. Mi aveva colpito con la sua sincerità e con quel motto “cambiare per davvero” che purtroppo sarebbe rimasto solo uno slogan elettorale. Deluso quindi? Si, per quello che l’amministrazione Buono ha fatto o non ha fatto in questi cinque anni. Dopo un inizio promettente, tutta l’attività amministrativa si è sviluppata secondo un vecchio copione già visto. Sono state fatte delle cose forse utili ma non necessarie. Non si sono fatte invece delle cose necessarie (nonostante altri soldi spesi) come quella di dotare il paese dell’indispensabile regolamento urbanistico e di un nuovo regolamento edilizio per il centro storico.


 Voto 5-  per l’amministrazione nel suo complesso. È mancato il vero cambiamento nella gestione, non si è cercato di coinvolgere i cittadini nelle scelte delle cose da fare. Specie nei primi due/tre anni, tanta spocchia e presunzione da primi della classe. Forse ha nociuto il fatto di potere contare sull’appoggio politico dei centri di potere in Provincia e in Regione.

Pietrantogne e la campanedda maliziosa

Pietrantogne teneve 11ann, iera nù uagnaridd attiv’ attiv’; iera solo ni picca gaccagghia. Nu iurn mentr steve fora zi' Giuvuann  l’ chiamò. Cra,  Pietrantonio, vene attant da l’America. Li vogghia fà nu scherz’. Quann cramatine mammata va a la stanzione  di Frannina a aspettà ca arrive attant, tu và fora, pigghia na campanedda du nu montone e appennela a lu rastiedd du lu lietto. Crà a sera quann si ni vonn tutt quant e vui sciate a durmi, appena attant stuta lu lume, tu non t'addurmiscen. Tieniti pront e quann la campanedd si mett’ a sunà fort, tu ialzat’, mettiti' in capo lu ghiascione e lucclu “Tà, ma’, mò si alza Crist’?

L'Italia verso un inarrestabile declino

In meno di 25 anni l’Italia è passata da una situazione di relativa prosperità ad una situazione di precarietà e di povertà crescente. Dall’essere uno dei 5/6 paesi più industrializzati al mondo a diventare un paese con alcuni problemi da terzo mondo.

Come è potuto accadere?
Per colpa della grave crisi finanziaria internazionale del 2008? Niente affatto! La crisi finanziaria ha fatto solo esplodere le carenze strutturali esistenti nel nostro sistema economico e produttivo. Se si vuole parlare di colpe, queste vanne attribuite in gran parte al degrado politico culturale di una élite, che negli ultimi decenni ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico dell’Italia, senza avere una chiara visione a medio e lungo termine del paese.

Tenere lontano gli “avvoltoi” dal Castello

Non si allarmino gli amici animalisti. Il monito non riguarda quei rapaci che Loro si ostinano a liberare ogni anno da Torre di Fino, sperando che ritornino a stanziarsi nelle nostre zone. Riguarda alcuni “berluschini” nostrani che a quanto sembra, morirebbero dalla voglia d’insediarsi all’interno del Malconsiglio per gestirne gli spazi ai fini di lucro. 
Personaggi che, essendosi arricchiti per abilità o per intrallazzi, pensano di potere mettere le loro mani rapaci dappertutto. 

La Basilicata verso l’ennesima sconfitta

Dal 1948 e fino agli anni ’90 sulla carta geografica della politica italiana la Basilicata veniva segnalata con il colore bianco ad indicare la sua indiscussa appartenenza alla vecchia DC. Dagli anni ’90 in avanti il suo colore politico invece è diventato di un rosso sempre più vivo, persino più rosso di regioni tradizionalmente di sinistra. 
Perché questo repentino cambiamento nonostante la caduta del Comunismo e del travaglio che ne è seguito nel vecchio partito comunista italiano? 

PERCHÈ LA BASILICATA È CONDANNATA SUL PODIO DEGLI ULTIMI

Almeno per la maggior parte di coloro che sono nati subito dopo la seconda guerra mondiale, la povertà , se non era in casa, era appena fuori la porta. Era una condizione di cui però non si aveva la consapevolezza perché non si conosceva cosa fosse l’agiatezza e meno che meno la ricchezza. Avevo forse circa 10 anni quando, leggendo sul “sussidiario di scuola” che la Basilicata era con la Calabria la regione più povera d’Italia, mi sono chiesto per la prima volta del perché noi lucani eravamo considerati poveri; perché la nostra regione veniva considerata tra le più arretrate d’Italia. L’avrei capito ma solo più tardi, leggendo il famoso libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato ad Eboli “.

Piazza Popolo? Un mortorio!


Qui sopra è riportato il famoso “grido di Munch”. Qui sotto, da leggere, nù luccul’ di dolore di Tonino di Torre di Fino per il progressivo degrado della Piazza Popolo di Miglionico. 

Omaggio alle poesie di Carmenio Uricchio

Miglionico viene spesso definito con gli appellativi più disparati. Il paese della Congiura, in virtù della famosa congiura dei Baroni contro Ferdinando d’Aragona (1485); il paese dei pappaculumbriedd per l’antica passione dei suoi cittadini per i fichi; un paese di musicisti, (meglio, di musicanti) per i tanti miglionichesi che suonano in bande e/o complessi musicali; più di recente, qualcuno l’ha definito un paese di meteorologi per la crescente passione dei suoi giovani per la meteorologia. Credo però che a questo punto non sarebbe sbagliato definire il nostro paese anche come un paese di aspiranti scrittori e poeti, visto che sono sempre più numerosi i nostri concittadini che si cimentano in opere letterarie e di poesia.

Chi sbaglia e ... chi paga

Il vecchio e famoso detto popolare, per la verità, recita “ chi rompe paga.” In Italia però questo non succede più, specie in politica e in economia.
Per circa vent’anni gli imprenditori italiani (o la classe padronale  per chi  volesse usare un termine marxista non più di moda), con la collaborazione di una elite radical-chic e a causa di un mondo sindacale diviso, hanno fatto passare la tesi che il problema principale delle aziende italiane era costituito dall’alto costo del lavoro che impediva loro di essere competitive sui mercati esteri.

La colpa? Ricade sempre sull’ultima “ruota del carro!

Quanto asserito nel titolo sembra trovare piena conferma in uno dei nostri detti popolari: “Cade lu cuccio, mazzate a lu ciuccio; cade lu patruno, mazzate a lu ciuccio”.
Non siete convinti?  Provate a leggere un vecchio aneddoto.

La corruzione e l’esercito dei moralisti.

La corruzione, come la prostituzione, è fenomeno antico come il mondo. Il primo tentativo di corruzione viene infatti attribuito al Serpente che, con una mela, convinse Eva a boicottare quanto Dio aveva progettato per l’uomo. Si creda o meno all’allegoria  riportata nel libro della Genesi, è indubbio che la corruzione è  legata alla natura dell’uomo e alla sua storia. Essa è innanzitutto conseguenza della sua avidità ed è il frutto velenoso del Potere. Potere inteso come discrezionalità di accordare, negare un permesso, una licenza, riconoscere una facoltà di fare o non fare. Che sia così, lo dimostra il fatto che i fenomeni di corruzione sono presenti in ogni epoca, in ogni latitudine, sotto ogni regime, sia pure con gradazioni diverse.

Perchè “volevo fare” … e pure gratis.

La scelta di andare via da Miglionico fu per me particolarmente sofferta. Sapevo che così facendo avrei dato un grande dispiacere ai miei genitori. Non potevo però rinunciare alle mie idee nè vedere calpestata la loro e la mia dignità. Lottare? Con chi lottare? Vedevo amici e coetanei o partire o andare con il cappello in mano davanti ai politici influenti di allora nella speranza spesso vana di ottenere un posto di lavoro, costringendo anche i loro familiari a fare ” i cangiabandiera”.

Fare impresa al Sud è un’impresa! A Miglionico però …

NB: GIA’ PUBBLICATO SU MIGLIONICOWEB NELL’APRILE DEL 2010

Oggi fare impresa, iniziare un’attività in Italia è molto difficile. E’ difficile certo per la crisi che stiamo attraversando e che purtroppo è destinata a durare a lungo; in particolare però è difficile per il groviglio di leggi nazionali e comunitarie che spesso sono poste a difesa d’interessi consolidati o dominanti.
Se questo é la situazione a livello nazionale, per il Sud le cose stanno ancora peggio perché alle difficoltà di cui sopra bisogna aggiungere quelle prettamente di ordine ambientale. Ci si riferisce alla mancanza di strutture ed infrastrutture, ad una burocrazia opprimente, alla criminalità organizzata presente in molte zone che taglieggia scoraggiando cosi chi vuole investire, ad un ambientalismo che, spesso senza nessuna seria base scientifica, crea ulteriori difficoltà. Alla Politica che, pur di avere il consenso, sperpera le non molte risorse a disposizione in tanti rivoli anziché‚ concentrarle in mirate iniziative in grado di creare lavoro che da sempre é il vero problema e il dramma del Sud.

Le scelte sbagliate (prima o dopo) si pagano!

Nelle ultime settimane a Miglionico si sono accese vivaci polemiche per l’aumento (+ 30%) della Tarsu deciso dall’Amministrazione Comunale. Il Sindaco ha giustificato l’aumento con i continui e sempre pù consistenti tagli ai finanziamenti degli enti locali da parte dello Stato mentre l’opposizione ha accusato l’Amministrazione di spendere male le risorse a disposizione del Comune.
Entrambi le tesi hanno un fondamento di verità. 
Mi sembra però che sia pure il caso di chiedersi  perchè la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani a Miglionico come in tutto il Sud è sempre più costosa e nello stesso tempo continua ad essere sempre più problematica sotto l’aspetto ambientale? La risposta è semplice: per le scelte sbagliate delle nostre regioni.

Prigioneri del Pensiero Unico

Stiamo vivendo una crisi economica forse ancora più grave, certamente più lunga, di quella passata alla Storia come la Grande Crisi del 1929. Allora sia in America sia in Europa se ne uscì grazie a massicci interventi dello Stato in economia. In Italia fu varata una stringente riforma bancaria, fu costituito l’I.R.I. ovvero l’Istituto per la Ricostruzione Industriale. Istituto che, insieme all’Eni, nel secondo dopoguerra sarebbe stato il ”motore” della industrializzazione del paese.
Oggi nel nostro Paese  solo accennare ad eventuali interventi dello Stato per salvare le aziende in difficoltà… si rischia,  se non  il linciaccio, sicuramente di passare per matto.

Ritorno alla terra

E’ stato il sogno dei nostri antenati, dei nostri nonni quello di possedere un pezzo di terra su cui lavorare e con cui provvedere al fabbisogno familiare. Per questo sogno a volte si è lottato duramente, è stato versato del sangue. Le ultime lotte contadine nella nostra regione si ebbero tra il 1948 e 1956. I contadini miglionichesi ne furono particolarmente partecipi. Risale infatti a quel periodo l’occupazione delle terre sul Monte Acuto e alla Difesa. Diversi di loro pagarono con il carcere quella loro la determinazone per assicurarsi un pezzo di terra.

Lu iattudde di la figghia e lu iattone di la mamma

(ovvero una lezione di educazione sessuale d’ altri tempi)                    
Mariagiseppa iera na uagneredd pillalite  com(e) la mamma. Nu iurno steve a lu funtanile a ienghie l’acqua. N’ommene circò di passà nanzi  ma Mariagiseppa nan l’  fec(e)  passà. L’ommen(e) s’arrabbiò dicenn. “Te vole nasce nu iattudde miezz a li iamme.
Ierne passate due/tre iann e quann Mariagiseppa teveva tridic’ iann nu iurno vidì  ca miezz a li iamme ierano cresciut tant pili gniur(i). Si spavuntò e scie currenn da la mamma: Mamm come mi minò la sintenza cudd’ ommene m’è crisciu(to) nu iattud miezz a li iamme.
La mamma ca sapeva c’è ca iera succiess diss: fammi vide’ nu  picc stu iattud. Mariagiseppa s’alzò la veste e la mamma si mittì a ride. Nann pigghiart vilen figghia mea e s’alzò pure iedda la vest. “mamma mea, lucculò Mariagiseppa quann vidì c’e ca teneva la mamma miezzo a li iamme. Cuddu tu’ iè nu iattone. Pure a me da divintà accussì?
Rispunnì la mamma: Figghia mea quann lu iattud tu’ da’ pigghià tutt li surgi ch’ se pigghiat cudd mio pure lu  iattud tu’ da iessa  nu iattone. Mariagiseppa  ca si iera appuavurata a videia lu iattone  iugnur iugnur di la mamma diss “Ma’ li surc’ non mi piascene, m’appavure!. E la mamma: Mò non iè ancora tiemp. Quann lu iattud tuio d’accomunzà a pigghiarne iuno  non sa da vulè chiù firmà e a vidè ca ti dà piascì!


NB: Spero che i miei lettori non trovino il racconto volgare. A me ha fatto tanto ridere e mi auguro che sia così anche per chi lo legge.

La Storia nascosta

La Storia nascosta, quella che non abbiamo potuto studiare, è la storia delle sommosse contadine che scoppiarono nel Sud dopo la proclamazione del Regno d’Italia nel 1861; ribellioni che durarono ben dieci anni.
E’ la storia dei nostri antenati, che da sempre sognavano di possedere quelle terre su cui vivevano e che invece erano costretti a lavorare per conto di una borghesia feudale parassitaria. Un sogno alimentato e agitato da tante bandiere, sempre però tradito e strumentalizzato.
Furono lotte etichettate dai vincitori come brigantaggio; azioni cioè compiute da bande di delinquenti comuni; sappiamo che non fu proprio così.
A coloro che volessero approfondire l’argomento, a chi è ancora frastornato dalla retorica risorgimentale di stampo fascista (a Miglionico purtroppo ne abbiamo alcuni “esemplari”) suggerisco di visionare il video (Uomini e Briganti) caricato su youtube dal Comune di Ginestra.
E’ un programma di Rai Tre che fa chiarezza su quanto accadde veramente in quegli anni, che rende, almeno storicamente, giustizia sia pure postuma, a quelle migliaia di contadini, nostri antenati che furono trucidati nelle piazze e nelle campagne della nostra regione in quel decennio. Questo invito è rivolto non per agitare il ritorno ad antistorici steccati o per avanzare fantasiose riparazioni ma semplicemente per amore di una verità che per tanto tempo ci è stata negata.

E’ qui allegato anche il video della canzone popolare “Vulasse addenventare nu Brigante” che chiudeva gli episodi del famoso teleromanzo ” L’eredità della Priora. 

Quann la ttan’ e lu figghiu scern’ a la fera

Quann s’avviarn’ la matina subbit’: “Ta’, ghiane tu a cavadd’ a lu ciucci’ ca io  pozz’ sci’  a piet. “ ‘diss lu figghiu.
Strada fascenn acchiorn’ gent’ “ Maa vuard’ ni picc, nu ciurlon’ iaran e iuruosso a cavadd e lu uagnariedd a piet.’”
“Figgh’ mii, lu munn parl’!  Mo scenn io e ghian’ tu”.
Chiu innanz acchiorn l’olt’ cristiani ” Cuddu pauriedd’ de la ttan  anzian’ a piet’ e cudd giovan’ a cavadd”.
Discern dui di chiss’.
“Lu munn parl!  Sa ce fazz, ghian’ pur io e sciam’ tutte e due a cavadd”, diss’ la ttan’.
Dopp’ ni picch’ acchiorn’ doe femmen’ “
“Pover’ ciucciuariedd, ttan’ e figghie lu vonn a fa murì scurduzzuat, tutti e due a cavavad”.
Lu munn parl ! Sa ce ma fa’? Scinnim’ e sciam’ a piet, diss la ttan’.
Mentr’ sceven’, sentern’ iun’ca discev’:
“Naa, ce fiess !Ttan e figgh a piet’ e lu ciucci’ vacant’”
Lu munn parl’, figgh’ mii ! Sa’ ce ma fa’? Mittinim’ lu ciucci’ in guodd, tant’ sim’ quasi arrivat.
Quann arrivonn a la fera, sentern’ la gent ca discev’: ” ce fiess’, si so purtat’ lu ciucc’ in guodd”.
Ta’, ma stu cuazz di munn tene sempr’ da disc’? Lucculò lu uagnariedd.
Sin’, figgh mii ! Ce fa fai, com’ cazz fai fa, la gent iacchia sempr da disc’, ten’ sempre da parlà’!
Non pighiart vilen’! Mò m’avvenn lu ciucc ca iei vecch’ e ni  ma tturnuà a lu puais a piet. 


Il breve racconto è dedicato a chi teme o non accetta le critiche.
E’ scritto in dialetto, cosa molto difficile non essendoci molti precedenti e una grammatica condivisa. Mi scuso pertanto per le imperfezioni e ringrazio chi volesse segnalarmi eventuali correzioni.

Nove anni non sono bastati!

Dopo circa 20 anni di tentativi falliti di dotare il paese di un più che opportuno piano regolatore ( bocciato purtroppo dalla Regione), nove anni e circa 40/mila euro spesi non sono bastati per dotare il nostro Comune di un regolamento urbanistico e di un nuovo regolamento edilizio.
Emerge da alcune delibere di Giunta che nel mese scorso è stato infatti interrotto il rapporto col professionista incaricato nel 2003 di elaborare i due strumenti. 
Mentre l’opposzione dorme e le veline tacciono, credo che sarebbe quanto mai opportuno che  il Sindaco spiegasse alla cittadinanza i motivi di tale interruzione e, soprattutto, indicasse i passi che la sua amministrazione intende ora intraprendere per quanto riguarda i due strumenti.
Ai pochi e malcapitati naviganti che approdassero su questo blog e leggessero queste mie note, mi permetto ricordare  che si tratta di due strumenti importantissimi per  qualsiasi città e comune che voglia svilupparsi in maniera ordinata sotto l’aspetto urbanistico. La loro assenza inoltre è spesso causa di abusivismo e corruzione.

Al Sindaco Buono che continuo a stimare per il grande impegno personale con cui sta  amministrando, sempre pronto però a rintuzzare qualsiasi critica  venga mossa alla sua Giunta, mi permetto segnalare che gli elogi fanno sempre piacere ma spesso illudono e nascondo qualche interesse; le critiche non piacciono a nessuno ma aiutano quanto meno a riflettere.

L’ex Municipio: ben venga il recupero, riflettere sul suo utilizzo

Nell’autunno del 2009 attraverso il sito www.Miglionicoweb.it lanciai un grido di allarme e un appello. Il grido d’allarme riguardava il rischio di abbandono e di degrado a cui sta andando incontro il nostro magnifico centro storico. L’appello ero diretto agli attuali amministratori affinché fosse elaborato un graduale piano di recupero. 
Qualche intervento per la verità é stato fatto ma nulla che faccia pensare ad un piano organico per evitare quanto sopra denunciato e richiesto.

Omaggio a Mimì e alla sua pitea

La nostra è una piccola comunità dove tutti conoscono tutti. Ci sono però delle persone che per qualche loro qualità, difetto, mestiere o stranezza finiscono per essere più conosciute di tutti gli altri; diventano tempo per tempo in altre parole dei personaggi.
Uno di questi è sicuramente il mio amico Mimì “lu flauto” o Mimì “lu varviere” ovvero Mimì Grieco. 

Il Sud non esiste…

150 anni d’unità d’Italia,150 anni in cui gli interessi legittimi del Sud sono stati sacrificati prima a favore degli interessi del Nord e, successivamente, sull’altare di quella Unione Europea che ora ci sta crollando addosso.
150 anni che hanno trasformato il Sud in un’altra Italia, una Italia irrimediabilmente di serie B. Perché è accaduto tutto questo? Semplice, perché il Sud non esiste! Non è mai esistito.
Come entità coesa non è mai esistita nemmeno all’epoca del Regno delle due Sicilie. 

Novità letteraria


Il Grillo Editore ha appena pubblicato una raccolta di proverbi e detti lucani a cura di Elisabetta De Lucia e Angela Matera; con la presentazione del rag. Giuseppe Dalessandro e la prefazione del prof. Giovanni Caserta. Il libro è direttamente acquistabile presso l’editore.

La crisi e le sue verità nascoste

Della grave crisi economica/finanziaria che stiamo attraversando si parla molto e sotto vari aspetti. Della vera causa che l’ha determinata invece si parla poco o nulla.
Scopo di questo mio intervento è provare a spiegare come ha avuto origine e perché si è arrivato a creare questo immane disastro.

Tre donne veramente in gamba

Ho trascorso tutta la mia vita lavorativa a contatto con imprenditori ed imprese. Ritengo quindi di potere parlarne con una certa cognizione di causa. In questo mio intervento voglio parlare in particolare di tre donne di Miglionico; tutte e tre imprenditrice che hanno avuto un grande intuito e mostrato doti commerciali  fuori del comune. Ognuna di loro è riuscita a far della propria attività un punto di riferimento non solo per Miglionico ma  soprattutto per la clientela dei comuni limitrofi, compreso Matera.

Perchè l’uso di un blog?

Per potere liberamente esprimere sempre e comunque il mio pensiero, riconoscendo anhe agli altri lo stesso diritto
Perchè la parola “futuro” nella denominazione?
Perchè il futuro racchiude la speranza. La speranza aiuta a guardare avanti. 
Noi Lucani abbiamo un particolare bisogno, senza dimenticare il nostro passatp, di guardare avanti se vogliamo sfuggire ad una condizione di sottosviluppo a cui altri vorrebbero ancora condannarci.